Cos'è il TFR?
Il Trattamento di Fine Rapporto (TFR) è una somma che il datore di lavoro accantona ogni anno a favore del dipendente e che viene corrisposta al termine del rapporto di lavoro, indipendentemente dalla causa della cessazione (dimissioni, licenziamento, pensionamento). Il TFR è disciplinato dall'articolo 2120 del Codice Civile e rappresenta una forma di retribuzione differita. L'importo annuo accantonato corrisponde alla retribuzione lorda annua (compresa la tredicesima) divisa per 13,5. Si tratta quindi di circa il 7,41% della retribuzione annua lorda.
La formula di calcolo del TFR
La formula del TFR è semplice: retribuzione annua lorda diviso 13,5, moltiplicata per gli anni di servizio. La retribuzione annua comprende lo stipendio base, la tredicesima e tutte le voci retributive fisse. Ogni anno, il TFR accantonato viene rivalutato con un tasso composto dall'1,5% fisso più il 75% dell'indice ISTAT dei prezzi al consumo. Ad esempio, con uno stipendio lordo mensile di 2.500 euro (32.500 euro annui con tredicesima), il TFR annuo è di circa 2.407 euro. Dopo 10 anni di servizio, il TFR lordo ammonterebbe a circa 24.074 euro, più la rivalutazione.
Tassazione del TFR
Il TFR è soggetto a tassazione separata, non alla tassazione ordinaria IRPEF. L'aliquota applicata dipende dal reddito medio degli ultimi anni di lavoro ed è generalmente più favorevole rispetto all'IRPEF ordinaria. Sul TFR lordo viene prima applicato un contributo dello 0,50% al Fondo di Garanzia INPS, poi si calcola l'imposta con l'aliquota media. Il lavoratore può scegliere di lasciare il TFR in azienda oppure destinarlo a un fondo pensione complementare, che può offrire vantaggi fiscali aggiuntivi. La scelta tra le due opzioni dipende dalle esigenze personali e dalla solidità dell'azienda.
Basato sulla normativa TFR in vigore per il 2026. Il calcolo non include la rivalutazione annuale. Questo strumento fornisce stime indicative e non costituisce consulenza fiscale.